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Roberto Carnero, 2002

Da AVVENIRE del 17 luglio 2002

"Silvio D'Arzo e il neorealismo della scrittura"
recensione a cura di Bianca Garavelli di:
Roberto Carnero "Silvio D'Arzo". Un bilancio critico",
Ed. Interlinea 2002, pagg 158, Euro 15

Inattualita' o attualita' di uno scrittore: si puo' misurare sia al tempo in cui visse sia ai giorn nostri, perché il tempo di uno scrittore e' quello in cui viene letto e interpretato. Silvio D'Arzo non fa eccezione. Adesso, per i cinquant'anni dalla morte, ne propone la rilettura Roberto Carnero. Ezio Comparoni, vero nome dello scrittore di Reggio Emilia, aveva solo trentadue anni e soccombeva a un male incurabile. Pochi anni prima di morire aveva iniziato a scrivere il suo testo piu' famoso, "Casa d'altri", che avrebbe conosciuto fortuna solo postuma. Un racconto lungo che sarebbe in seguito cresciuto, fino a diventare un romanzo. Come un Saba della narrativa, D'Arzo e' autore controcorrente, e percio' non facilmente apprezzato. Negli anni in cui il Neorealismo e' alla sua massima diffusione l'autore propone la storia di una vecchia lavandaia che chiede al prete di un minuscolo villaggio di montagna il permesso di suicidarsi, per di piu', narra la vicenda in maniera "metrica" piu' ancora che poetica, osserva Carnero, aderendo con raffinata ostinazione alla forma del racconto lungo, che non e' prosa d'arte, ma neanche romanzo. Un genere poco praticato in Italia, forse perché, osservazione di un altro illustre lettore di D'Arzo, Eugenio Montale, "da noi mancano le riviste adatte (i grandi magazines) e la terza pagina dei quotidiani non puo' accogliere che brevi bozzetti". Eppure, qualcuno ha fatto uscire D'Arzo dal suo isolamento, proprio apprezzando il fascino inimitabile di "Casa d'altri", come Pier Vittorio Tondelli che lo fa leggere al protagonista di "Camere separate". Oppure altri piu' giovani narratori della provincia, Angelo Ferracuti e Guido Conti, vicino anche geograficamente allo scrittore emiliano. Ma nel ritratto di Carnero emerge un D'Arzo grande anche senza il suo capolavoro, un autore sfaccettato, completo, che tenta varie strade oltre alla narrativa "per adulti". Cosi' accanto alla scrittura saggistica e poetica, azzarda storie per ragazzi, che andrebbero senza altre attese riscoperte, non solo perché ci restituiscono un autore alle prese coi suoi fantasmi piu' sepolti, ma perché sarebbero una gioia per tutti i lettori, non solo giovanissimi. Peschiamo a caso qualche trovata: i coniugi Pipistry, pipistrelli, tra i personaggi di una vicenda "animalista", in cui campeggia la violenza dell'uomo contro gli animali. O il maestro supplente Teddy Tedd che rivoluziona il metodo di insegnamento del titolare, aprendo le porte della biblioteca proibita. Un professore da "Attimo fuggente" con almeno quarant'anni di anticipo.

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