
UN SUGGERIMENTO DI BERTOLUCCI
RIPROPORRE SILVIO D'ARZO ALLE NUOVE GENERAZIONI
Giorgio Bassani ha recentemente richiamato l'attenzione dei lettori italiani su quel capolavoro che è "Casa d'altri" di Silvio D'Arzo. Pubblicato da lui, prima, su "Botteghe oscure", uscito semiclandestino poi da Sansoni, sta ora nascosto nel folto e meritorio tutto D'Arzo di Vallecchi. Non sarebbe il caso che Garzanti o Mondadori, nei loro fortunati tascabili, lo rilanciassero, offrendolo alle generazioni nuove e ignare, magari facendolo precedere dal saggio che gli dedico' anni fa Pietro Citati, proprio qui sul "Giorno" ? Che bella smentita agli affrettati e forse interessati denigratori degli "stupidi anni cinquanta", quegli anni cinquanta cui dobbiamo i racconti fantastici di Calvino, le storie ferraresi di Bassani, "Il taglio del bosco" di Cassola, "Le ceneri di Gramsci" di Pasolini e le supreme, tolstoiane narrazioni di Beppe Fenoglio ?
Ma se dobbiamo ringraziare Bassani per il disseppellimento e la rimessa in luce di "Casa d'altri", le cui inchiostrature fra il nero e il violetto ci richiamano più al primigenio espressionismo del Verga che ai pur effettivi, più vicini modelli americaneggianti (Vittorini?), non possiamo accettare la sua condanna dell'opera giovanile di D'Arzo che s'intitola "All'insegna del buon corsiero", il cui procedere avvolgente del "Buon corsiero" puo' richiamare alla memoria il fraseggio di Bonsanti e Loria del trenta, che furono del resto, allora, autori assai singolari e godibili.
Ma il romanzo settecentesco di D'Arzo poco più che ventenne emana un tale odore di zolfo infernale che anche il "pastiche" stilistico se ne impregna tutto e, direi, ne rende più inquietante e sottile l'effetto. Se mai un nome è da fare per questa storia di locande e di comici, di nobildonne e di serventi è quello di Wolfango Amedeo Mozart. Del tenerissimo e diabolico inventore di "Don Giovanni" di "Cosi' fan tutte", del "Flauto magico". Attendiamo la resurrezione dei due capolavori del nostro Silvio D'Arzo, ucciso trentenne da una malattia che, crudelmente apprendiamo, se non vinta, è tenuta oggi lungamente in scacco. Ma forse era mozartiana anche l'impossibilità di D'Arzo a vivere al di là della sua giovinezza umana.
ATTILIO BERTOLUCCI
Bertolucci, Attilio (San Lazzaro Parmense, Parma 1911- ), poeta italiano. Pubblico' molto giovane le sue prime raccolte di poesie: "Sirio" è del 1929, "Fuochi in novembre" del 1934. E sin da giovane collaboro' a importanti periodici culturali e letterari, come "Circoli", "Letteratura" e "Corrente". Allievo di Roberto Longhi, fece più tardi parte della rivista "Paragone". Insegnante di storia dell'arte, documentarista, collaboratore televisivo, ha anche diretto l'importante collana di poesia "La Fenice" dell'editore Guanda. È inoltre traduttore dal francese e dall'inglese dell'opera di autori quali Honoré de Balzac ed Ernest Hemingway. "Viaggio d'inverno" (1971) raccoglie i testi poetici databili 1955-1970, mentre "La camera da letto" (1984 la prima parte, 1988 la seconda) è un interessante poema di carattere narrativo. I più recenti volumi pubblicati sono "Le poesie" (1990), "Al fuoco calmo dei giorni" (1991), "Aritmie" (1991), "Verso le sorgenti del Cinghio" (1993), "Imitazioni" (1994), "I versi nel tempo" (1994).
"Bertolucci, Attilio," Enciclopedia Microsoft(R) Encarta(R) 98. (c) 1993-1997 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
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